Soffro di ansia e di attacchi di panico
I disturbi d’ansia colpiscono circa il 18% della popolazione sopra i 18 anni. Quelli patologici si protraggono per almeno sei mesi e possono aggravarsi se non vengono curati. Qual è la differenza tra disturbo d’ansia e attacchi di panico? Quali gli interventi efficaci e le strategie utili?

Il disturbo d’ansia e gli attacchi di panico sono oggigiorno fenomeni molto diffusi. Il disturbo d’ansia generalizzato è caratterizzato da persistente e diffuso stato di preoccupazione, eccessivo rispetto alle circostanze.
Il disturbo d'ansia: i sintomi
Chi soffre di disturbo d’ansia manifesta alcuni sintomi tipici:
- stato di tensione definibile come nervi a fior di pelle
- tendenza a stancarsi facilmente
- difficoltà a concentrarsi in ciò che si fa o avere l’impressione di avere la testa vuota
- facilità all'irritazione
- tensione fisica, specialmente muscolare e accompagnata a volte da dolori
- difficoltà a dormire, ovvero fatica nel prendere sonno o frequenti risvegli durante la notte.
Il disturbo d'ansia: le cause
L’ansia in alcune circostanze può essere utile, ma per chi soffre del disturbo d’ansia generalizzata, essa può rivelarsi eccessiva, dilagante, poco controllabile e disturbare il funzionamento normale. Lo sviluppo dell’ansia generalizzata può essere dovuto dalla combinazione di più cause, ne riporto tre per sintetizzare:
- effetto personalità che riguarda il modo di ciascuna persona di rapportarsi agli altri, tendenzialmente chi soffre d’ansia si definisce sensibile ed emotiva
- l’effetto degli eventi di vita e dello stress: l’ansia può emergere in periodi di stress elevato
- l’effetto del tuo modo di interpretare le cose del mondo: chi soffre d’ansia ha una maggiore tendenza ad interpretare automaticamente come minaccioso tutto ciò che succede.
Le preoccupazioni più comuni di chi soffre di disturbo d’ansia sono spesso correlate a familiari, relazioni sociali, lavoro o studio, malattia e infortuni, denaro e finanze. I temi più comuni possono riguardare:
- problemi che possono presentarsi in futuro
- perfezionismo e paura di insuccesso
- paura di essere giudicato negativamente dagli altri.
Il disturbo d'ansia: aspetti tipici e conseguenze
Un altro tratto tipico di chi soffre d’ansia è la preoccupazione, detta anche preoccupazione di secondo livello, di non riuscire a controllarla, che non smetterà mai di provare ansia e la paura di impazzire, creando in questo modo un circolo vizioso che continua ad aggravare i sintomi e le difficoltà di funzionamento sociale e sul lavoro.
Le preoccupazioni legate al disturbo d’ansia tendono ad interferire sul buon funzionamento psicosociale di una persona. Le preoccupazioni sono pervasive e angoscianti, hanno una maggiore durata e si verificano frequentemente senza fattori scatenanti.
Chi soffre di disturbo d’ansia generalizzata riferisce spesso preoccupazione costante e correlata ad una compromissione del proprio funzionamento sociale, lavorativo o altri ambiti importanti della propria vita.
Gli attacchi di panico: che cosa sono
Gli attacchi di panico consistono invece in una comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiungono il picco in pochi minuti.
Spesso chi soffre di attacchi di panico riferisce di avere “paura di impazzire”, “paura di perdere il controllo” o addirittura “paura di morire”.
Gli attacchi di panico: i sintomi
I sintomi spesso riferiti sono:
- palpitazioni o tachicardia
- tremori
- sudorazione
- senso di soffocamento
- nausea
- vertigini
- altri legati alla persona.
L’insorgenza di un attacco di panico può avvenire sia in momenti di quiete che a partire da uno stato ansioso. Quindi l’attacco di panico è il momento in cui vi è un improvviso aumento del disagio piuttosto che il momento in cui si è sviluppata inizialmente l’ansia. Allo stesso modo dall’attacco di panico si può ritornare ad uno stato di quiete ad uno stato ansioso.
Cosa distingue l’attacco di panico dall’ansia?
Solitamente un attacco di panico si distingue dall’ansia per il tempo che impiega a raggiungere il picco di intensità, che si verifica in pochi minuti.
Gli attacchi di panico: le due tipologie
È possibile distinguere gli attacchi di panico in due tipologie: attesi (o situazionali) e inaspettati.
- Attacchi di panico attesi o situazionali: sono tutti quegli attacchi per i quali vi è un chiaro elemento scatenante nel momento in cui si verifica ovvero situazioni in cui si è verificato
- Attacchi di panico inaspettati: sono tutti quegli attacchi per i quali non ci sono elementi scatenanti al momento del loro verificarsi (ad esempio. mentre si è rilassati o mentre ci si sveglia).
Gli attacchi di panico: insorgenza e falsi rimedi
Spesso gli attacchi di panico insorgono in associazione a disturbi d’ansia. Essi rivestono un ruolo importante all’interno dei disturbi d’ansia in quanto rappresentano un particolare tipo di risposta alla paura.
Per attenuare preoccupazione ed ansia spesso si adottano delle strategie che sul momento sembrano essere efficaci, ma alla lunga non funzionano: cercare di essere rassicurato dagli altri; tendere al perfezionismo; evitare le situazioni o eventi che generano ansia; rinviare e tentare attivamente di sopprimere la preoccupazione.
Individuare la cura migliore in casi di disturbi d’ansia e attacchi di panico è fondamentale per il benessere di ciascuna persona.
Gli attacchi di panico: valutazione e veri rimedi
Lasciami essere molto chiara: la valutazione dei disturbi e della gravità deve essere fatta da clinici e professionisti formati e competenti (psicologo-psicoterapeuta, psichiatra, neuropsichiatra).
Le cure e i rimedi sono diversi e l’utilizzo di essi varia dalla gravità e da ciò che ciascun individuo richiede. Credo che primo tra tutti i rimedi, e il più efficace a lungo termine, è un percorso di psicoterapia.
In affiancamento a tale intervento è possibile integrare con l’utilizzo di rimedi farmacologici (se il grado del disturbo lo richiede) oppure rimedi naturali (Fiori di Bach, Fitoterapia). Infine potrebbe essere utile anche apprendere tecniche di rilassamento e respiratorie (Meditazione, Yoga ecc). Queste ultime devono essere viste come integrative e in affiancamento a un percorso individuale di conoscenza di sé.