Giocare insieme: un allenamento alla relazione
Ogni martedì sera, al Risiko Club Milano, quasi cento persone (giovani e meno giovani) si ritrovano attorno ai tavoli per giocare, ridere, discutere, a volte arrabbiarsi, poi ricominciare da capo. Non è solo un passatempo: giocare insieme è una forma di incontro autentico, dove mente, corpo e relazione si intrecciano. L’Analisi Transazionale, la Bioenergetica e la Psicomotricità offrono tre sguardi diversi ma complementari su ciò che accade quando ci mettiamo in gioco

Risiko è una simulazione di guerra, ma a colpi di dadi e di strategia. Si spera che Risiko non insegni a fare la guerra, però può insegnare a:
- gestire le situazioni avverse e approfittare di quelle favorevoli, senza precipitazione o avventatezza e senza vittimismi
- fare buon viso a cattiva sorte: a volte capita che i dadi non girino o che un giocatore commetta sbagli clamorosi di cui approfitta il giocatore dopo di lui, falsando così l'andamento della partita. Dentro di sé si ribolle di rabbia, ma questo fa parte del gioco: calmati, sorridi, complimentati con il vincitore e stai sereno
- prendere la strategia altrui per quello che è: inutile (e fonte di arrabbiature) fare questioni sulla strategia altrui, asserendo che avrebbe dovuto fare questo e non quello. Così è stato. Mettiti il cuore in pace e fai tesoro del fatto che ora sai come gioca l'altro: è un'informazione che sarà preziosa per il futuro
- rispettare il luogo e le persone: sia la partita tra amici sia un torneo in un club richiedono il rispetto di norme di comportamento. Non urlare, non imprecare, essere sempre rispettoso. Se un giocatore è fonte di disturbo, gli altri devono imparare ad isolarlo ed eventualmente a segnalarlo al collegio arbitrale.
Insomma, è un modo per imparare a stare al mondo. Se posso permettermi di parlare a titolo personale, ciò che più mi disturba è quando un giocatore si mette a litigare per come è andata una partita e magari si prende a male parole con un altro. Lì davvero finisce il divertimento.
Anche questa delusione fa parte dell'esperienza umana, perciò è meglio che io impari a non stupirmi troppo. Però è ora di mettere da parte le considerazioni personali e osservare come il giocare insieme viene visto secondo i tre approcci che sono di casa nello Studio Il loto: l'Analisi Transazionale, la Bioenergetica e la Psicomotricità.
Le regole come base di fiducia
Nel gioco tutti conoscono le regole: sono condivise e valgono per ciascuno. Questo crea un terreno di sicurezza, dove ognuno può esprimersi sapendo che il confine è chiaro.
L’Analisi Transazionale parlerebbe di “contratto”: un accordo esplicito che consente la libertà all’interno di limiti certi. La Psicomotricità riconosce in questo spazio regolato una condizione essenziale per sentirsi liberi nel movimento. E la Bioenergetica vede in questa chiarezza un modo per rilassare il corpo, che si affida perché sa dove può spingersi.
I ruoli che emergono
Giocando, ognuno interpreta ruoli diversi: il competitivo, il mediatore, il distratto, il leader.
L’Analisi Transazionale aiuta a riconoscere quali stati dell’Io entrano in campo (il Bambino, l’Adulto o il Genitore) e come dialogano tra loro. La Bioenergetica mostra che ogni ruolo ha anche un’espressione corporea: il corpo si tende, si espande o si ritrae secondo il ruolo che assumiamo. La Psicomotricità ricorda infine che il ruolo nasce dal movimento e dalla posizione nello spazio: dove ci collochiamo rispetto agli altri racconta molto di noi.
Competizione, cooperazione e aggressività sana
Nel gioco si alternano momenti di sfida e collaborazione, e spesso emergono emozioni forti.
La Bioenergetica invita a riconoscere l’energia dell’aggressività come forza vitale, non come distruttività. L’Analisi Transazionale aiuta a mantenere l’Adulto alla guida, distinguendo tra impulso e intenzione. La Psicomotricità infine mostra come la competizione possa diventare cooperazione, quando si impara a modulare la forza e a rispettare i ritmi dell’altro.
Giocare per sentirsi vivi
Giocare è una scarica di vitalità. Ci si muove, si ride, si tende e ci si rilassa.
La Bioenergetica lo considera un modo naturale di ripristinare il contatto con la propria energia e con il respiro. In Analisi Transazionale, il gioco riattiva il Bambino Libero: la parte di noi che sa essere spontanea e gioiosa. E la Psicomotricità riconosce in questo piacere del movimento condiviso un’esperienza di presenza corporea e relazione autentica.
Il corpo che risponde agli altri
In ogni gruppo che gioca si crea una danza invisibile: ci si osserva, si reagisce, si anticipa.
La Psicomotricità descrive questo come sincronizzazione tonico-emotiva: il corpo entra in risonanza con gli altri; inoltre, il dialogo tonico mette in relazione le persone sia tra loro sia con gli oggetti (che diventano simboli in sala di psicomotricità). La Bioenergetica aggiunge che questa sintonia favorisce l’apertura del respiro e la distensione muscolare. L’Analisi Transazionale lo interpreta come segnale di empatia e di comunicazione autentica tra gli stati dell’Io.
Attendere, perdere, ricominciare
Nel gioco si impara a gestire l’attesa e la frustrazione: aspettare il turno, accettare la sconfitta, ricominciare.
L’Analisi Transazionale vede in questo l’esercizio dell’Adulto che contiene le emozioni del Bambino. La Bioenergetica sottolinea come la capacità di tollerare la tensione e di scaricarla in modo sano renda il corpo più flessibile. La Psicomotricità osserva che solo chi sa regolare i propri tempi può restare davvero in relazione.
Il gioco come allenamento alla consapevolezza
Ogni partita richiede di pensare, scegliere, analizzare.
L’Analisi Transazionale considera questo un allenamento dello stato dell’Io Adulto, capace di osservare senza giudicare. La Psicomotricità invita a sentire contemporaneamente corpo e mente, integrando gesto e pensiero. La Bioenergetica completa il quadro, ricordando che la consapevolezza nasce solo quando il corpo è presente e radicato.
Il piacere di stare insieme
Giocare insieme genera piacere, contatto, leggerezza.
In Bioenergetica, il piacere è un indicatore di salute: è l’energia che fluisce senza ostacoli. L’Analisi Transazionale parla di carezze, cioè riconoscimenti positivi che nutrono il sé. E la Psicomotricità sottolinea il valore del contatto corporeo e dello sguardo come forma primaria di relazione e di piacere condiviso.
Dal gioco alla relazione vera
Il modo in cui giochiamo racconta molto del nostro modo di stare con gli altri: c’è chi comanda, chi cede, chi si nasconde.
La Psicomotricità permette di vedere questi schemi attraverso il corpo; la Bioenergetica li fa sentire come tensioni o blocchi energetici; l’Analisi Transazionale aiuta a comprenderli come copioni relazionali che possiamo riscrivere.
Giocare come rito sociale
Ogni gruppo di gioco crea i propri rituali: battute, gesti, regole non scritte.
L’Analisi Transazionale li riconosce come “riti sociali”, strumenti per mantenere il contatto e la struttura del tempo. La Psicomotricità li legge come forme di coesione e appartenenza corporea. La Bioenergetica vi scorge la manifestazione dell’energia collettiva, quella che ci fa sentire parte di qualcosa di più grande.
Giocare insieme: quanto valore!
Giocare insieme, che si tratti di Risiko o di qualsiasi altro gioco, è molto più che passare il tempo. È un’esperienza di crescita integrata, dove corpo, emozione e pensiero si incontrano.
Nel gioco, come nella vita, impariamo a conoscere i nostri limiti, a leggere le reazioni degli altri, a respirare con loro. Ed è forse per questo che, ogni volta che ci sediamo al tavolo, qualcosa dentro di noi, una parte antica, viva, bambina, si sente finalmente a casa.
Se hai difficoltà di relazione e vuoi essere accompagnato a scoprire come puoi godere della vicinanza degli altri e dello scambio con loro, contatta lo Studio o Claudio Romeo.
