Mio figlio è vittima di bullismo
Se hai scoperto che tuo figlio è preso di mira, è facile che tu provi emozioni contrastanti: rabbia, preoccupazione, indignazione, impotenza e altre ancora. Forse ti chiedi quale sia la cosa giusta da fare

Il bullismo è un fenomeno molto diffuso già a partire dalle scuole elementari; di solito si protrae alle scuole medie e tende a diminuire alle scuole superiori. In questo fenomeno alcuni ragazzi tendono ad assumere atteggiamenti e comportamenti violenti e di superiorità nei confronti di coetanei.
Tipi di bullismo e figure partecipanti
Il bullismo può essere distinto in tre tipi diversi:
- fisico: picchiare, derubare
- verbale: insultare, prendere in giro
- indiretto: escludere dal gruppo.
Il fenomeno del bullismo è complesso, poiché non si manifesta in un’unica forma e coinvolge spesso più figure nella classe:
- il Bullo, cioè l’ideatore delle prepotenze, non sempre agite, che possono essere psicologiche, fisiche o verbali
- i Gregari, cioè coloro che partecipano alle prepotenze sotto la guida del Bullo
- i Sostenitori, cioè quanti non partecipano direttamente, ma sostengono e incitano
- gli Astanti, che a loro volta si distinguono in:
- spettatori neutrali, coloro che non prendono una posizione
- difensori della vittima, coloro che rischiano e vanno contro corrente
- la Vittima, cioè chi subisce il bullismo e che si distingue in:
- Passiva, che tende a subire le prepotenze senza reagire
- Provocatrice, che ingaggia il bullo stuzzicandolo finché quest’ultimo non agisce con prepotenza.
La violenza che viene esercitata nel bullismo è spesso una modalità di comunicazione e di relazione che conferisce una identità. Occorre comunque tenere in conto che il bullismo può essere visto come sintomo di un disagio individuale e sociale tipico della nostra epoca.
Il ruolo del Bullo e della Vittima
Per avere una visione più approfondita di questo fenomeno ritengo sia importante conoscere più in profondità i protagonisti coinvolti: il Bullo e la Vittima. Sono entrambi dotati di identità, che può essere compresa solo prendendola in considerazione come multifattoriale, in evoluzione continua e orientata a generare un progetto di vita.
Nella mia esperienza a contatto con adolescenti ritengo che ciò che caratterizza il Bullo (Persecutore) e la Vittima è l’oscillazione tra onnipotenza ed impotenza. Entrambi i protagonisti sono insicuri: mentre il Bullo tende a mascherare la sua non okness con una falsa okness che esprime agendo le prepotenze; la vittima tende a mantenersi in una posizione di non okness e di impotenza di fronte alle prepotenze subite.
Questo stile relazionale viene appreso nei primi anni di vita, periodo in cui il bambino non ricevendo risposte positive ai propri bisogni genuini, si adatta alle richieste ambientali esprimendo i propri bisogni in modo contraffatto. Il modo di relazionarsi e le posizioni esistenziali del bullo e della vittima sono sostenuti da emozioni sostitutive (rackets).
Per quanto riguarda il Bullo, il sentimento dominante è la rabbia, che sostituisce vissuti di paura e di tristezza. Per la Vittima, il sentimento prevalente è la paura, che sostituisce i sentimenti genuini di rabbia e tristezza che favorirebbero una reazione sana alle prepotenze subite. La tabella sottostante schematizza questa situazione.
| Bullo | Vittima | |
| Ruolo | Persecutore | Vittima |
| Posizione esistenziale | Io sono OK, tu non sei OK (la falsa okness maschera l'insicurezza) |
Io non sono OK, tu sei OK |
| Convinzioni di copione | Sono il più forte | Sono sfortunato, sono senza speranze |
| Rackets | Rabbia (sostituisce la paura e la tristezza) |
Paura (sostituisce la rabbia) |
Da questa breve analisi è evidente la similitudine tra Bullo e Vittima circa il proprio valore; ciò che li differenzia è il modo in cui hanno scelto di affrontare la quotidianità, il mondo e le altre persone.
Vittima di bullismo: come comportarsi?
Che cosa fare, dunque?
Innanzi tutto, se tuo figlio è vittima di bullismo è importante che si senta supportato dalla famiglia, dagli amici e dalla scuola. È molto probabile che tuo figlio tenga nascosto ciò che accade a scuola, per paura di ciò che potrebbero fare i bulli o della reazione dei genitori. Considera che anche i Bulli tendono a nascondere ciò che fanno o a raccontare i fatti in maniera distorta.
Quindi sia la Vittima sia il Bullo hanno bisogno di essere ascoltati e compresi. Perciò, ascolta tuo figlio e cerca di dare spazio a ciò che prova, senza giudizio e senza rifugiarti subito in ricette su ciò che dovrebbe fare.
Credi a ciò che ti dice, restando comunque consapevole che potrebbe non essere tutta la verità. Mantieni alta la sua autostima e fa’ in modo che creda in sé stesso; rassicuralo spiegandogli che non è una colpa essere vittima; fa’ sentire a tuo figlio che ciò che ti racconta per te vale ed è importante.
Coinvolgi la scuola, segnala il disagio o i sospetti a un docente di fiducia, in modo che possa verificare o intervenire; prima, però, parlane con tuo figlio e coinvolgilo nella decisione.
Infine, se la situazione diventa pesante e temi che la salute di tuo figlio possa risentirne, tienilo a casa da scuola fino a che la situazione non sarà nuovamente sotto controllo.