Litigi in famiglia
Perché litighiamo? I motivi dei nostri conflitti e le strategie per uscire da una situazione non sana. Ma il conflitto è anche un’occasione di crescita

"I panni sporchi si lavano in famiglia" e "La famiglia del Mulino Bianco" sono solo alcuni dei riferimenti entrati a far parte dell'immaginario collettivo e che ancora oggi influenzano il nostro modo di percepire e intendere la vita famigliare.
Pensiamo ai social: luoghi infestati di mamme e mogli modello, con mariti ineccepibili e figli meravigliosi. Nessun difetto nelle vetrine intonse delle pagine Instagram, intesa perfetta nei balletti famigliari di TikTok.
Ma veniamo alla realtà: la ricerca ci dice che il conflitto in famiglia è più diffuso di quanto si pensi e che, tra le molte ragioni, ce ne sono alcune particolarmente diffuse.
È il caso di esplorarle e di approfondirle, per individuare alcune soluzioni.
Il conflitto
Il conflitto è una situazione di disaccordo o opposizione che si verifica quando le persone hanno interessi, obiettivi, valori o opinioni contrastanti, o quando ci sono percezioni divergenti su come raggiungere una determinata meta o risolvere un problema.
Il conflitto può essere intrapersonale, cioè interna alla persona (un esempio potrebbe essere la difficoltà di prendere una decisione importante), interpersonale cioè tra due o più persone, ma può coinvolgere anche gruppi, più o meno estesi.
Siamo abituati a leggere il conflitto in senso negativo, come disturbatore degli equilibri, tuttavia spesso gli equilibri non sono sani ed hanno bisogno di essere rivisti, richiedendo una faticosa, ma inevitabile (e spesso meravigliosa) trasformazione.
Il conflitto intrafamigliare è un fenomeno complesso che può coinvolgere diversi membri della famiglia, ma che spesso ha come epicentro i genitori e le dinamiche educative e relazionali. Le cause dei litigi sono molteplici, ma si possono individuare alcuni motivi ricorrenti.
I disaccordi sulle scelte educative
Le differenze nelle opinioni su come educare i figli sono una delle cause principali di conflitto.
Un esempio tipico può essere rappresentato da un genitore che preferisce un approccio autoritario (ad esempio, punizioni severe per i comportamenti inadeguati), mentre l'altro genitore adotta uno stile più permissivo, puntando sulla comunicazione e sulla comprensione reciproca. Questo disaccordo può portare a conflitti costanti, in cui i figli percepiscono incoerenza nelle regole familiari (Lamb & Tamis-LeMonda, 2004).
Un altro esempio tipico, figlio questa volta dei nostri tempi: il ruolo della tecnologia. Le tecnologie moderne, come i social media e i videogiochi, sono un terreno nuovo e fertile di disaccordo in famiglia. Alcuni genitori sono favorevoli all'uso dello smartphone o dei videogiochi da parte dei propri figli, mentre altri tendono a preoccuparsi degli effetti negativi che l'uso eccessivo della tecnologia può avere sul loro sviluppo. Gli studi di Gentile e altri, compiuti nel 2012, hanno dimostrato che già allora la gestione dell'uso di Internet e dei dispositivi elettronici fosse uno dei temi di maggior conflitto nelle famiglie con figli.
Differenze di valori e aspettative
Il sistema valoriale dei genitori può non corrispondere su diversi aspetti fondamentali, come la religione, l'alimentazione (ad esempio, il veganesimo) o la libertà espressiva dei figli (scelte sessuali o conflitti interni di genere). Soprattutto se i genitori provengono da ambienti diversi o hanno esperienze e visioni della vita contrastanti, ad esempio quando un genitore vuole che il figlio pratichi una religione, mentre l'altro è contrario a un'imposizione religiosa, le tensioni possono minare l'unità familiare (Gottman, 1999).
Un esempio di conflitto di valori può verificarsi quando un genitore crede fermamente che un valore morale debba essere impartito ai figli (ad esempio, il valore della generosità), mentre l'altro genitore non lo considera una priorità.
Ruoli e carico di responsabilità
A volte, i conflitti nascono dalle diverse aspettative che ciascun genitore ha riguardo al proprio ruolo. Ad esempio, uno dei genitori può sentirsi trascurato o meno supportato nell'assumere compiti come la gestione delle attività scolastiche o il controllo dell'uso della tecnologia. Uno studio di Palkovitz (2002) suggerisce che quando i genitori non riescono a dividersi equamente le responsabilità, il livello di stress aumenta e i conflitti diventano più frequenti.
Quando si parla di suddividere il carico di responsabilità, non intendiamo solo compiti pratici, come fare i mestieri o accompagnare i figli alle loro attività, ma anche di carico mentale. La memoria prospettica è quella che ci permette di ricordare impegni futuri, pianificare e gestire i molti impegni famigliari può risultare impegnativo se questo carico mentale non viene spartito.
Inoltre, può esacerbarsi frustrazione e risentimento nel coniuge che percepisce di sostenere da solo l'intero carico mentale delle responsabilità famigliari e predisporre al conflitto.
Fattori di stress esterni alla famiglia
Problemi finanziari, difficoltà lavorative o tensioni con membri della famiglia allargata (come suoceri) possono amplificare il conflitto. Lo stress esterno può abbattere la resilienza della coppia e rendere più difficoltosa la comunicazione tra i coniugi (Barnett & Hyde, 2001).
Mi soffermo in particolare sull'intromissione nella coppia genitoriale da parte di esterni, come le famiglie di origine. Tra consigli non richiesti e critiche sul modo di crescere i figli, troppo spesso i confini famigliari vengono violati o ignorati. In alcuni casi, le famiglie di origine possono cercare di imporre le proprie convinzioni e tradizioni, portando la coppia a sentirsi intrappolata tra il desiderio di mantenere buoni rapporti con i propri genitori e quello di preservare la propria autonomia.
La coppia genitoriale subisce ripercussioni negative non solo sulla relazione coniugale, ma anche sul benessere dei figli. I genitori possono trovarsi a litigare frequentemente, creando un ambiente familiare teso e instabile.
Difficoltà di comunicazione
La mancanza di una comunicazione aperta e chiara tra i coniugi può portare a incomprensioni che sfociano in conflitti. A volte, i litigi nascono proprio dalla difficoltà di esprimere bisogni, aspettative e preoccupazioni, altre volte la comunicazione è inficiata da atteggiamenti o comportamenti di violenza.
Conflitto o violenza?
Quando il conflitto è TROPPO?
Prima di tutto è importante chiarire che nel conflitto il rapporto tra le parti è simmetrico e non c'è prevaricazione, ma reciprocità: entrambe le parti confliggono in uno scontro di ideali, valori, opinioni.
Quando c'è violenza invece, non si parla più di conflitto, perché decadono i requisiti: se c'è violenza, non c'è reciprocità, ma prevaricazione. Non c'è parità nel rapporto tra i coniugi, ma uno dei due che detiene il potere e il controllo sulla relazione. Potere emotivo, predominanza fisica o potere economico. Violenza è asimmetria e annientamento.
Le forme di violenza più comuni sono la violenza fisica, che si manifesta con gravi violazioni dei confini corporei dell'altro e la violenza psicologica che invece si estrinseca in modalità comunicative lesive, nel contenuto, nella forma e nelle intenzioni. È violenza psicologica la svalutazione continuativa, manifesta o sottile, la manipolazione, che fa leva sul senso di colpa, per esempio, per controllare l'agire dell'altro. È violenza psicologica l'aggressività verbale e le minacce.
Riconoscere la differenza tra conflitto e violenza ci permette di orientarci verso le differenti soluzioni e strategie.
Strategie di risoluzione dei conflitti
Esistono vari percorsi che i genitori possono seguire per risolvere i conflitti familiari e migliorare la loro comunicazione e la qualità della relazione con i figli. Alcuni di questi includono:
Parent Training
Il parent training è un percorso di formazione che mira a migliorare le competenze genitoriali, aiutando i genitori a comprendere meglio i bisogni dei loro figli e a gestire i comportamenti problematici. In particolare, per le famiglie con figli che hanno disabilità o disturbi comportamentali, il parent training offre strategie pratiche per affrontare le difficoltà quotidiane in modo costruttivo (Lavigne et al., 2011).
Coordinazione genitoriale
Quando i genitori sono separati o divorziati, ma continuano a litigare su come gestire la crescita dei figli, la coordinazione genitoriale può essere una soluzione efficace. Questo processo implica l'intervento di un professionista che aiuta i genitori a trovare un accordo sulle decisioni educative e pratiche riguardanti i figli, riducendo il conflitto e promuovendo una comunicazione efficace. Secondo un articolo di Johnston e Roseby (1997), la coordinazione genitoriale aiuta a mantenere il benessere dei figli anche in contesti di alta conflittualità.
Terapia di coppia
In presenza di conflitti gravi o cronici tra coniugi, la terapia di coppia può essere una via utile per lavorare sulle dinamiche relazionali. La terapia aiuta i coniugi a migliorare la loro comunicazione, a risolvere i conflitti in modo costruttivo e a ricostruire una relazione più equilibrata e supportiva. La ricerca di Bodenmann (2005) ha dimostrato che la terapia di coppia può ridurre significativamente il conflitto e migliorare la qualità della relazione coniugale.
Mediazione familiare
Quando i conflitti tra i genitori sono particolarmente complessi, la mediazione familiare può essere un supporto importante. Un mediatore qualificato può facilitare il dialogo tra i genitori, cercando soluzioni che siano soddisfacenti per tutte le parti coinvolte, in particolare per il benessere dei figli.
Percorsi terapeutici individuali
Non sempre entrambi i partner sono ugualmente consapevoli dell'effetto deleterio che la conflittualità famigliare può avere sulla coppia o sui figli stessi. Spesso infatti, è la parte più consapevole della famiglia che sceglie di farsi aiutare per gestire il carico emotivo e la frustrazione legata al conflitto. Uno psicologo può essere il primo, fondamentale, passo verso una soluzione.
Non sempre lo psicologo suggerirà di proseguire il percorso individuale. Dopo aver valutato insieme al professionista la situazione unica e specifica che affligge la persona, il percorso migliore può essere una terapia famigliare, di coppia, un supporto alla genitorialità, una coordinazione genitoriale o una mediazione e a volte, nei casi di violenza, un supporto all'allontanamento, alla denuncia o alla ricostruzione di una nuova vita.
Come agire?
Se ti trovi in un momento difficile a causa dei conflitti in famiglia e non trovi gli strumenti per uscirne, chiedi un aiuto. Puoi contattare lo Studio Il loto o Arianna Bellomo.