Dipendenza affettiva: solo nella coppia?

Si parla molto di dipendenza affettiva, ma non abbastanza di due aspetti essenziali: che la dipendenza affettiva non si sviluppa solo nella coppia e che entrambe le figure traggono vantaggio dalla relazione di dipendenza

Uomo seduto per terra con la testa tra le mani, circondato da altre persone che lo avvinghiano con legacci. La dipendenza affettiva non riguarda solo il rapporto di coppia, ma tutte le relazioni umane

Proponendoti una riflessione sulla dipendenza affettiva, sento importante sottolineare che l’attenzione va posta su tutte le relazioni che fanno parte della tua vita e quotidianità.

Credo che la dipendenza affettiva non riguardi solo la coppia: a volte si sviluppa tra familiari (genitori-figli), a volte tra amicizie, tra colleghi di lavoro, con il capo o con gli insegnanti. E, perché no?, anche tra paziente e terapeuta.

Che cos’è la dipendenza affettiva?

La dipendenza affettiva non è disturbo o una patologia. Coincide invece con una distorsione della rappresentazione di sé, della rappresentazione dell’altro e della rappresentazione della relazione tra sé e l’altro.

Questo modello relazionale provoca nella persona dipendente disagio e frustrazione. Queste persone tendono a ripetere nel tempo lo stesso modello relazionale, rischiando di restare invischiate in relazioni tossiche per compensare la paura della separazione o della solitudine.

Che cosa rappresenta l’altro per il dipendente affettivo?

Per la persona dipendente, l'altro è indispensabile per la sua esistenza: l’altro assume il ruolo di regolatore del sé, serve a sostenere la propria autostima e dare un senso di integrità.

Quali sono le caratteristiche di una persona dipendente?

La persona dipendente tende ad avere paura a stare da sola e fatica a credere di potercela fare da sé. Di conseguenza, è solita aggrapparsi all’altro.

Questa percezione di sé e della realtà la porta ad accettare umiliazioni, manipolazioni tipiche di persone che mostrano marcati tratti del carattere narcisista o psicopatico, secondo la teoria dell’analisi bioenergetica.

Rimanendo legati a questo approccio terapeutico, i soggetti dipendenti mostrano spesso tratti tipici del carattere orale. Queste persone tendo infatti a mostrarsi lamentose e spesso vittime.

In analisi transazionale, le persone più soggette a dipendenza sono quelle che assumono un ruolo di vittima, svalutando le propri capacità, legandosi a un Persecutore (umiliante, manipolatore) o a un Salvatore ("Senza di me, come puoi fare?").

Il ruolo del persecutore, in Analisi bioenergetica, può essere associato a persone che mostrano marcati tratti del carattere narcisista o del carattere psicopatico. 

Che cosa significa?

La dipendenza affettiva è reciproca:

  • c’è una persona che tende ad assoggettarsi o ad aggrapparsi all’altro, perché ha un’idea di sé bassa e pensa di non potercela fare
  • dall’altra parte, c’è una persona che ha bisogno di qualcuno da assoggettare o di cui prendersi cura, per poter mantenere un’idea di sé positiva o per sentirsi veramente forte.

Queste esigenze reciproche creano tra le persone coinvolte una relazione simbiotica, dalla quale è difficile uscire. Entrambe le persone coinvolte sono soggette a dipendenza, anche se partono da una posizione diverse, e hanno in comune il bisogno di sentirsi capaci, importanti e riconosciuti.

È perciò facile capire quanto la situazione sia complessa e che entrambe le figure coinvolte necessitino di supporto per poter essere consapevoli e per fronteggiare le dinamiche interne che li portano ad appoggiarsi all’altro.

Alla base ci sta una certa immaturità psico–affettiva, che nasce da un rapporto poco sano con le figure di riferimento, da un attaccamento con esse insicuro o ansioso–ambivalente, che viene riproposto in età adulta in tutte o in alcune relazioni significative.

Se ti ritrovi in queste caratteristiche puoi chiedere aiuto ad un professionista e rielaborare la tua storia.

Le persone poco nutrite possono correre grandi pericoli.

Capita spesso che persone, senza il cibo giusto, si indeboliscano e non abbiano forza a sufficienza per inseguire il Pane della Vita.

Ci vuole forza per trovare il pane adatto.

Chi rimane per troppo tempo a digiuno corre il rischio di accontentarsi e di nutrirsi di pani sbagliati pur di placare l'appetito.

“La principessa che aveva fame d’amore”, Maria Chiara Gritti